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L’importanza di un personal trainer

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Quanto è necessario affidarsi ad un Personal Trainer? I risultati cambierebbero di molto rispetto all’allenamento fai da te? E l’istruttore di sala? Non è in grado di allenare la sua clientela in maniera altrettanto efficace?

Per rispondere a questa domanda, procederemo con ordine, chiedendoci prima di tutto, quale sia il ruolo di questa figura.


Chi è un Personal Trainer e cosa fa

Come possiamo intuitivamente pensare, un Personal Trainer non è altro che un “esperto dell’allenamento”, che ci seguirà passo passo nel nostro percorso di miglioramento fisico, pertanto, qualsiasi sia il nostro obiettivo, miglioramento estetico, di prestazione, il voler apprendere determinati movimenti fisici ecc., un personal trainer dev’essere in grado di orientare il cliente verso un percorso adeguato e funzionale allo scopo.

Fin qui, nulla da dire, da che mondo è mondo, per ottenere risultati migliori in qualsiasi ambito, ci affidiamo alla figura dell’esperto. Allora perché questa domanda? Perché le palestre pullulano di persone che non hanno un personal trainer? Perché ci si affida al fai da te, magari seguendo qualche ragazzo su YouTube, che ci propina le sue teorie.

Partiamo dal presupposto che un personal trainer è tutt’altro che economico, tralasciando al momento se sia giusto o meno il suo tariffario (si parla dai 25€ a salire per ora), risulta evidente come un percorso professionale sia fuori dalla portata di una buona parte dei frequentatori delle palestre, se pensiamo al classico pattern d’allenamento delle 3 volte a settimane, si supererebbero facilmente i 300€ mensili, ovvero quasi ciò che si spenderebbe per un abbonamento annuale in palestra. Una spesa decisamente onerosa, difficilmente abbordabile per gli studenti e che peserebbe sullo stipendio di molti impiegati.

Ecco che quindi iniziamo a delineare il profilo del cliente, ovvero qualcuno che guadagni decisamente bene, oppure qualcuno che decida di fare dei sacrifici, qualcuno che abbia una forte motivazione, un qualcuno per la quale il miglioramento fisico porterebbe un gran numero di vantaggi in svariati ambiti, quali possono essere: economici, psicologici, salutistici e probabilmente altri.

Dunque, un personal trainer diventa un’opzione per chi lavora con il proprio aspetto fisico, per chi soffre psicologicamente per la propria condizione estetica, per chi ha pochissima dimestichezza con l’allenamento, ma deve, sotto consiglio medico, iniziare una pratica sportiva imperativamente.

Da questa riflessione è evidente come il personal trainer, diventi una figura importante e a volte oserei dire indispensabile, anche per chi non naviga nell’oro. Questa è la principale motivazione per cui svolgo con fierezza il mio mestiere, allenare qualcuno non significa avere a che fare solo ed esclusivamente con il suo corpo, ma significa anche toccare sfere emotive molto delicate ed entrare in empatia con un altro essere umano, condividerne sogni, speranze e ambizioni.


Le competenze

Il personal trainer è un esperto dell’allenamento dunque, che impiega le proprie conoscenze per aiutare i suoi clienti a raggiungere i propri obiettivi, ma quali competenze deve possedere?

Qui iniziano i problemi, in quanto questo mestiere, non avendo un albo professionale, non è molto tutelato, sia dal lato del professionista, che viene bistrattato, sia dal lato del cliente, che non ha garanzie.

Capire se un personal trainer sia competente o meno, risulta difficile, in quanto l’esperto in teoria è lui, non possiamo confutare ciò che ci dice, è proprio per questa ragione che vogliamo ingaggiarlo, vogliamo che ci dica cosa fare, che ci spieghi i principi di un argomento che non conosciamo.

Delineiamo innanzitutto quali competenze dovrebbero essere in possesso di un personal trainer utilizzando il buon senso, dato che come dicevo poc’anzi, non esiste una vera e propria abilitazione nel nostro paese. Un buon professionista dovrebbe, a parer mio, avere competenze tecniche in ambito generale su quanto concerne la sua materia, ovvero l’allenamento.

Oltre alle probabili competenze specifiche, occorre un’infarinatura di base su tutte le nozioni che fanno parte di questo mestiere, faccio questa puntualizzazione perché vedo molto spesso professionisti del settore che fanno leva su principi specifici e che quasi esclusivamente lavorano soltanto con quelli, cosa che va benissimo, bisogna puntare sulle proprie qualità, sulla propria individualità, per distinguersi dalla massa, tuttavia, come abbiamo detto sopra, un personal trainer dev’essere in grado di fornire al cliente un percorso personalizzato e mirato al raggiungimento dei propri obiettivi, qualunque essi siano e qualora le richieste fossero fuori portata, magari decisamente specifiche, indirizzare il cliente verso un altro professionista.

Dev’essere in grado, qual ora decida di spiegare determinati concetti, di conoscerli in maniera approfondita. Anche qui, stiamo parlando un po’ dell’ovvio, eppure si fa, spesso si consigliano determinate procedure, che talvolta esulano anche dal proprio campo, sfociando nella nutrizione ad esempio, senza conoscere perfettamente ciò di cui si sta parlando, e quindi ecco che prendere BCAA è indispensabile, così come lo spuntino perpetrato nella finestra anabolica, senza sapere, anche dal punto di vista biochimico, come sono nati questi concetti e se sia utile o meno affidarci a determinate pratiche.

Alla fine, e lo metto alla fine perché la reputo la qualità più importante, l’empatia, un personal trainer di successo dovrebbe essere in grado di entrare in empatia con il proprio cliente, capire le sue problematiche e stargli realmente vicino nel percorso, non limitandosi a dirgli cosa fare.

Ora, capirete perché sostengo che il non avere un albo, un percorso universitario specifico, sia una problematica su entrambi i fronti, in quanto la bravura di un personal trainer viene attestata soltanto in base ai risultati che è in grado di far raggiungere, o peggio ancora, ai risultati che egli stesso ha raggiunto, parlo ovviamente di ex atleti che non hanno alcuna competenza al di fuori della propria esperienza, persone che propongo tutt’oggi metodi di allenamento e concetti surclassati da 40 anni.

Dunque la categoria perde di credibilità, il cliente viene preso in giro, da una persona che non sa di lavorare male, in quanto si sta limitando a insegnare ciò che è stato insegnato a lui anni prima.

Un giorno, sul palco di una convention di un noto integratore, venne dato il microfono in mano ad un presunto ex campione di bodybuilding, che per promuovere l’integratore che stava cercando di vendere, si è addentrato nello spiegare concetti di nutrizione totalmente errati. Lui non aveva idea di quello che stava dicendo, ma qualcosa doveva pur dire, il risultato è stato pessimo agli occhi di chi masticava l’argomento, che sia un personal trainer come me o un nutrizionista, e l’uomo in questione ha fatto molta tenerezza, era impacciato e decisamente intimorito dalle centinaia di persone che lo stavano ascoltando.

Ho raccontato questo piccolo aneddoto per spiegare, perché reputo che la mancanza di un percorso professionale mirato, sia una problematica per noi professionisti, che siamo lasciati a noi stessi, senza guida, ritrovandoci a dover imparare un mestiere, senza sapere da che parte iniziare, senza sapere che competenze ci tocca avere, e la cosa, per chi ama il proprio lavoro, è frustrante.


Come scegliere un personal trainer

Arrivati a questo punto, il quadro non è decisamente roseo, persone che non sono competenti in materia, si ritrovano a dover scegliere il proprio esperto tra tante persone che non sanno se sono o meno competenti in materia.

Il primo suggerimento che mi viene in mente di darvi è di fare domande e di prestare attenzione alle risposte, la risposta corretta al 99% delle domande è: dipende.

Non siamo maghi, non sappiamo perché “vi fa male lì”, così a occhio, senza mandarvi da un medico, che a sua volta vi chiederà di fare delle analisi e altri accertamenti, in quanto mago neanche lui lo è. Diffidate da chi ha la risposta, la soluzione a tutto e la esprime con forte convinzione, in questo mondo, citando Biasci, si afferma tutto e il contrario di tutto, per ogni studio scientifico che afferma qualcosa, ve n’è un altro che la confuta. Essere estremamente sicuri di ciò che si dice dimostra poca dimestichezza con il mondo scientifico.

Le mie convinzioni, le mie nozioni tecniche, sono state confutate così tante volte, che io ormai principio ogni mia frase con “al momento gli studi scientifici attestano che…”.

Sullo stesso filone, diffidate di chi sconfina in altri campi, viviamo in un’era di alta specializzazione, la cultura è alla portata di tutti, la differenza al giorni d’oggi, la fa la padronanza dei concetti chiave, che ci aiutano a determinare se un articolo che parla di una rivoluzionaria pillola magica sia veritiero o meno. Un personal trainer competente, sapendo cosa significa essere specializzato, non entrerà nel merito di campi al di fuori della sua sfera di competenza.

In questo mondo questo concetto è molto importante, perché, com’è ben noto, allenamento e alimentazioni vanno di pari passo e spesso noi personal trainer ci troviamo a confronto con questo connubio, con clienti che vogliono diete scritte da noi, cosa che ovviamente non è auspicabile, in quanto una dieta ha la stessa valenza di una prescrizione medica ai fini legali, dunque non solo stiamo entrando in un campo illecito, ma soprattutto, come detto prima, essendo io esperto nel mio settore, so perfettamente di non avere le stesse competenze di chi, durante l’arco della sua vita, si è dedicato ad un altro settore.

Tuttavia, come detto in precedenza, essendo l’alimentazione, parte integrante del lavoro che andremo a svolgere, è importante, molto importante e va trattata, e qui torniamo al discorso dell’infarinatura generale, un personal trainer dev’essere in grado d’indirizzarvi, senza MAI prescrivere una dieta. Questo è un argomento che si tratta nei corsi, nel caso ve lo stesse chiedendo, un personal trainer istruito ha una piccola base di nutrizione, che ovviamente non lo sostituirà mai a un nutrizionista, ma che potrebbe aiutare a risolvere un paio di problemi, se proprio il cliente non vuole rivolgersi ad un nutrizionista.

Dunque anche qui, fate attenzione alle risposte, parlare di aumentare un po’ le proteine, di mangiare un po’ più di verdura o dare pareri personali sui vari integratori va bene, il tutto va visto sotto l’ottica del come vi vengono dati certi consigli, piuttosto che sulla validità del consiglio stesso, chiedete il perché delle cose, chiedete perché bisogna mangiare ogni 3 ore, chiedete perché si è contrari alla dieta vegetariana, dalla qualità della comunicazione potreste intuire quanto chi vi sta parlando ne sappia o meno. Una risposta secca, decisa, con una spiegazione improvvisata (perché nessuno si aspetta una domanda del genere, ve lo garantisco) sono sintomi di una scarsa competenza in materia, al contrario l’umiltà è un ottimo indicatore di affidabilità, in quanto una persona che è in grado di ammettere le proprie lacune, sarà anche molto più propensa al colmarle.

Marco D'Aniello
Personal Trainer - Content Creator

Personal trainer da inizio 2016, ho partecipato a diversi corsi autorizzati dal CONI e innumerevoli webinar ufficiali delle più varie federazioni.


Pratico body building dal 2009, con diversi periodi di stop, anche piuttosto lunghi. Non ho mai gareggiato per motivazioni personali, pur avendo fatto due preparazioni, purtroppo interrotte.


Ho deciso di aprire questo blog, in quanto la scrittura è un’altra delle mie passioni, che coltivo da quando sono ragazzino.
Oltre alla stesura di articoli ho in cantiere diversi e-book, alcuni già impostati e iniziati, altri ancora e soltanto idee.

Marco D’Aniello

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